Personale di Gianni Cella
Date evento: dal 09/05/2026 al 19/07/2026
Spazio Espositivo: CANNOBIO - Palazzo Parasi
Personale di Gianni Cella
a cura di Marianna Cappia
Coordinamento di Marco Albertella
Inaugurazione: sabato 9 maggio alle ore 17:00
La Città di Cannobio è lieta di annunciare la collaborazione con Gianni Cella, figura centrale dell’arte contemporanea italiana.
Il progetto espositivo - curato da Marianna Cappia e coordinato da Marco Albertella – propone l’obiettivo di valorizzare la quarantennale carriera di Gianni Cella: partendo da una mostra diffusa dal titolo Palloni gonfiati dove cinque opere verranno ospitate in luoghi emblematici e poetici della città, per poi continuare con Lo spazio ineffabile, una personale antologica che si svolgerà a Palazzo Parasi.
Mostra diffusa nella città:
Palloni gonfiati a cura di Marianna Cappia
da venerdì 27 marzo a domenica 25 ottobre 2026
L’esposizione presenta una serie di grandi sculture umanoidi dalla testa volutamente sproporzionata, forma ironica e tridimensionale di un detto popolare che l’artista trasforma in immagine: il pallone gonfiato. Attraverso colori vivaci, volumi morbidi e una leggerezza solo apparente, Gianni Cella riflette sui meccanismi del potere e sulle figure che, nel mondo contemporaneo, si lasciano gonfiare dal proprio ruolo. Le opere, già apprezzate dal pubblico in occasione dell’omonima mostra tenutasi presso i giardini della stazione di Novara e successivamente presso la sede dell’università Bocconi, tornano ora nello spazio urbano per dialogare con il paesaggio e i passanti, invitandoli a un incontro diretto, immediato e giocoso con l’arte. La mostra intende trasformare il percorso cittadino in un’occasione di scoperta, avvicinando visitatori e abitanti alla poetica visionaria e irriverente di Gianni Cella.
Spazio espositivo: Palazzo Parasi, via Giovanola 25, Cannobio (VB) Lago Maggiore Accessibile ai diversamente abili solo al 1° piano.
Lo spazio ineffabile a cura di Marianna Cappia
Da sabato 9 maggio a domenica 19 luglio 2026
Orari di apertura: giovedì: 10:00 – 13:00, venerdì: 15:00 – 18:30 sabato: 10:00 – 13:00 e 15:00 - 18:30, domenica: 10:00 - 13:00.
L’esposizione offre l’occasione di ripercorrere l’evoluzione dell’artista dagli anni Settanta a oggi, rivelando come la sua sensibilità abbia rappresentato la matrice originaria di un linguaggio che avrebbe poi caratterizzato il trio Plumcake. Lungi dal limitarsi alla nota estetica giocosa e colorata associata agli anni Ottanta, la mostra si propone di superare la tradizionale sovrapposizione tra Cella e i Plumcake, restituendo all’artista la piena autonomia del suo percorso. Le sue opere in vetroresina, immediate e al tempo stesso enigmatiche rivelano una profondità che sfida l’interpretazione univoca. Un percorso espositivo che, attraverso opere storiche e lavori più recenti, ricostruisce come Gianni Cella abbia portato delicatezza, progettualità e profondità emotiva all’interno di un immaginario popolare e scherzoso, rendendo la sua produzione una testimonianza originale e personale del contemporaneo.
Gianni Cella: Nato e cresciuto a Pavia, la prima formazione avviene prima al Liceo Artistico Raffaello Sanzio di Pavia e successivamente all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diploma in Pittura con il professor Manfredi.
Il suo interesse per l'arte risale all'infanzia, osservando i materiali da imbianchino del padre. Il legame con la fanciullezza viene mantenuto nella sua produzione, caratterizzata da sculture colorate e ironiche in vetroresina e figure aliene antropomorfe. Si dedica da subito alla pittura, alla scultura e al disegno. Le prime opere degli anni Settanta evidenziano un forte legame con la cultura pop e fumettistica, realizzando vignette che raccontano aneddoti surreali e stranianti.
Espone per la prima volta nel 1982 assieme a Romolo Pallotta e Claudio Ragni, con cui fonda il collettivo Plumcake, ospitato nelle sale della galleria Il Diagramma di Luciano IngaPin. È successivamente alla fondazione del collettivo che sperimenta con la scultura, dapprima con legno e cartapesta e successivamente con la vetroresina, destinata a divenire la sua cifra stilistica.
Il collettivo viene presentato nel 1984 assieme al gruppo dei Nuovi Futuristi all’Arte Fiera di Bologna e nel 1985 sul panorama internazionale al Museo di Groninga. Tra il 1990 e il 1993 si concentrano le partecipazioni alle esposizioni internazionali più importanti, iniziando dalla sezione Aperto 90 della XLIV Esposizione Internazionale d'Arte La Biennale di Venezia, l'anno successivo vengono invitati alla XV Biennale internazionale del bronzetto e della piccola scultura a Padova e nel 1992 alla Triennale di Fellbach. Nel 1993 partecipano all'esposizione di respiro internazionale Il mondo di Snoopy allo Spazio Flaminio di Roma.
Gianni Cella si separa dagli altri due Plumcake nel gennaio 2000 per continuare da solo il proprio percorso artistico. Nel corso degli ultimi 20 anni ha collezionato numerosi successi in Italia e all’estero, presenziando sia autonomamente sia nell’ambito del Nuovo Futurismo. La scissione dai Plumcake non si manifesta attraverso una decisa rottura stilistica, anche se si registra un ritorno alla pittura, a olio o acquerello, rimanendo evidente l'interesse per la cultura popolare e di massa. Cella porta con sé un maggiore interesse all'aspetto narrativo, creando un universo composto di personaggi stereotipati e talvolta inquietanti, rappresentazioni ironiche delle contraddizioni della società dello spettacolo e del consumismo.
Inaugura la propria carriera espositiva individuale partecipando nel 2000 alla collettiva Toy Story a Tortolì, presso il Museo Su logu de s’Iscultura. La sua prima personale si tiene nel 2002 presso la Galleria Maria Cilena a Milano dove farà ritorno a più riprese negli anni successivi. Di rilievo anche la personale del 2005 ospitata presso lo Studio Vigato di Alessandria, occasione in cui espone alcune opere chiave come Ex aequo (2005) ed Ex capo (2006).
Nel 2016 la Galleria Sabina Melesi di Lecco dedica a Gianni Cella una mostra personale intitolata Lo spirito del lago, a cura di Valerio Deh , dove per la prima volta viene mostrata al pubblico l’installazione omonima composta da alieni, creature marine e personaggi come Pollock, Hitler e Van Gogh. Proprio a Van Gogh aveva dedicato una mostra a tema alla Pinacoteca Cesare Belossi di Varallo Pombia nel 2009, riproponendo alcune opere presentate in occasione di Warum Erwachen? La bipersonale con Corrado Bonomi tenutasi presso la Mannheimer Kunstverein di Mannheim nel 2006.